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A cinquant’anni dal 1968, fine deI suo incarico da Vescovo di Bologna, stiamo realizzando un documentario su Giacomo Lercaro e sulle sue “P”, come ha avuto modo di ricordare l’attuale Papa in visita a Bologna: P di Parola, in quanto fu capofila della riforma liturgica; P di Pane, quello celeste, da condividere sull’altare e quello terreno che egli ha sempre condiviso con i bisognosi fino a ospitarne centinaia nella sua arcidiocesi e con cui ha convissuto tutta la vita; P di Povertà perché com’egli disse al Concilio: “la Chiesa è soprattutto dei poveri e dev’essere povera, anche di potere”; e la P di Pace, ch’egli imparò a perseguire come bene supremo nel dialogo con tutti, persino con i comunisti, che pure aveva duramente avversato fino a qualche anno prima.
La storia del cardinal Lercaro è una storia importante non solo per la Chiesa Universale, ma per la politica e la società civile tutta, come ebbe a dire Sergio Cavina, allora presidente dell’Emilia Romagna, la regione più comunista di tutto l’occidente: “Con il cardinale Giacomo Lercaro scompare una figura che ha senza dubbio svolto un ruolo delicato ed importante nella storia dei rapporti tra società civile e società religiosa in Italia”. Questo ruolo, delicato e importante, è quello che raccontiamo in questo film, indagando sulle radici di una formazioni spirituale che ha permesso a quest’uomo di Dio di imparare a dialogare con tutti, aprendosi al mondo attraverso l’umile ricerca di una povertà che permettesse di raggiungere l’essenziale bene comune da condividere con uomini e donne di ogni popolo, tanto da suscitare un interesse sul piano religioso, sociale e politico della stampa internazionale.

 

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All’architetto giapponese Kenzo Tange, che realizzerà poi la nuova fiera di Bologna, Lercaro chiese di pensare a una cattedrale ecumenica da posizionarsi al centro di quella che sarebbe dovuta essere la nuova città, e per dargli il senso dell’idea architettonica cita il termine “cesto”, ad indicare una forma riconoscibile ove al posto delle varie specie di frutta, vi siano uomini e donne di ogni estrazione, culture, etnie, lingue, colore, tutti abbagliati dalla luce di una architettura che segni realmente il passaggio ad un’epoca di pace e di vera integrazione tra le genti, era la sera del 13 novembre 1967.

Il 1° gennaio 1968 il Cardinale Lercaro tiene un importante discorso sulla pace, siamo in piena guerra tra Stati Uniti d’America e Vietnam ed egli dichiara che la Chiesa non si può ergere arbitra delle contese tra nazioni perché la sua parola contro la guerra dev’essere senza se e senza ma. Lo stesso Papa Francesco a Bologna ha citato la frase di quell’omelia che per 50 anni è stata, potremmo dire, impronunciabile, o quantomeno messa nel dimenticatoio volentieri: “La Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua via non è la neutralità, ma la profezia» Non neutrali, ma schierati per la pace, a prescindere da qualsivoglia interesse.

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Un mese dopo, il 12 febbraio 1968, il Cardinale Giacomo Lercaro cessa il suo operato di vescovo di Bologna: è il Vaticano stesso a chiedergli di mettersi da parte.

 

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Una vicenda importante per la Chiesa Universale, perché i contributi che Lercaro insieme a Giuseppe Dossetti diede al Concilio Vaticano II li ritroviamo oggi in Papa Francesco, ma importante anche per la storia d’Italia, in quanto il dialogo che il vescovo avviò coi comunisti bolognesi “per il bene comune” fu un anticipo del compromesso storico che oltre dieci anni dopo terminò con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro.

Una parabola ricca di tutte le complessità del ‘900 quella del “Cardinal Senza Paura”, così venne definito Lercaro da alcuni giornalisti dell’epoca, che racconteremo grazie al contributo di storici e testimoni dell’epoca (particolarmente preziosa un’inedita intervista all’allora sindaco Guido Fanti) e al supporto di documenti, filmati e discorsi inediti che stupiranno per la bellezza delle immagini, per la freschezza delle parole e che crediamo possano offrire nuovi spunti di riflessione anche a chi già conosce la vicenda. Si è operato un lungo silenzio verso Lercaro, ma oggi, anche grazie all’avvento di Papa Francesco, forse è più facile capire cosa intendesse Lercaro quando parlava di una Chiesa povera capace di condivisione e dialogo con tutti sui beni supremi.

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Il patrocinio del Comune di Bologna, della Chiesa di Bologna, il contributo della Regione Emilia Romagna, della Fondazione Lercaro, della Cineteca di Bologna, della Fondazione Carisbo, dell’Unipol e di Marchesini Group ci hanno permesso di realizzare le ricerche, le riprese e il montaggio del film che verrà trasmesso sul canale TV2000. Ora riteniamo necessario far conoscere a più persone possibile questo personaggio, la sua storia, le sue parole. Per questo chiediamo di sostenerci prenotando il dvd su ideaGinger.

In un anno di ricerche abbiamo trovato diversi filmati inediti molto preziosi che purtroppo non sarà possibile mostrarveli come meritano nel documentario di 52’, abbiamo perciò pensato di chiedere il vostro sostegno per riuscire a realizzare la versione Home Video del documentario dove inserire questo materiale e approfondire alcuni temi (Lercaro al Concilio, Lercaro e i ragazzi della sua famiglia, Lercaro e i comunisti bolognesi) con documenti e interviste inedite ai protagonisti dell’epoca (il Sindaco Guido Fanti, l’intellettuale Gigi Pedrazzi, e l’organizzatore dei “frati volanti” Padre Toschi, tre testimoni di primo piano ora scomparsi).

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